Giovani senza diritti adulti con privilegi: così non c’è futuro

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giacomini honsell prima che sia domani udineUn patto generazionale tra chi ha goduto (e continua a godere) di diritti che adesso stanno diventando privilegi e coloro che, invece, si trovano ad affrontare il mondo contemporaneo senza alcuna sicurezza è fondamentale per cambiare volto a quel Paese chiamato Italia che pian piano si è trasformato in «una Repubblica fondata sullo stage».

È questo il messaggio, di fondo, che lancia il libro scritto a quattro mani dal sindaco di Udine, Furio Honsell, e dall’assessore all’innovazione Gabriele Giacomini presentato ieri alla libreria Feltrinelli nel corso di un incontro – moderato dal direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier – a cui hanno partecipato anche il direttore editoriale di Mimesis Luca Taddio e il rettore dell’ateneo cittadino Alberto Felice De Toni. L’analisi di «Prima che sia domani: padri, figli un’alleanza per ripartire» è quella di un Paese che ha bisogno di una rivoluzione copernicana, di investire sul futuro anche a discapito del presente perché il differenziale di diritti, tutele e possibilità di sviluppo tra la generazione attuale e quella precedente è ormai insostenibile. E sbilanciato pesantemente a favore della seconda.

«Il successo di questo libro è legato alla capacità – ha spiegato Honsell – di riuscire a far riflettere su come tutti abbiano il dovere di diventare protagonisti di un cammino che deve cancellare un’iniquità generazionale sotto gli occhi di ognuno di noi». Un gap talmente elevato che Giacomini arriva perfino a parlare di un «nuovo apartheid» per chi, in questi anni, prova, sgomitando, a trovare la propria strada. «La nostra generazione rischia – ha spiegato – di diventare vecchia senza diventare adulti. Ci sentiamo ghettizzati rispetto a chi ci ha preceduto. L’alleanza di cui parliamo si concretizza nella possibilità dei giovani di diventare davvero adulti cioè di essere trattati alla pari, ma nessuno può pensare che si concretizzi a somma zero. In Italia ci troviamo in una situazione in cui la torta globale è sempre più piccola: se chi è più “vecchio» non rinuncia a certi privilegi, non potrà certo pensare che i ragazzi di adesso siano in grado di ricostruirla e moltiplicarla. E deve essere innanzitutto interesse dei padri, prima ancora dei figli, rimettere in gioco le energie bloccate in questo Paese perché i giovani possano quantomeno ricominciare a sperare nel futuro».

Una critica comune, sia per Honsell che Giacomini, al pensiero neoliberale ed individualista che permea la società moderna. Perché uno degli errori da non commettere, per chi legge il libro, è quello di pensare che il problema da affrontare sia prettamente di carattere economico. «Il passo indietro da compiere – ha spiegato il sindaco – è collettivo, globale, non individuale, da farsi, però, senza perdere i propri valori fondanti. Parliamo di un Paese la cui barra ha bisogno di ritornare a dritta e che, volente o nolente, dovrà togliere a tante persone alcuni dei privilegi di cui hanno goduto in passato, ma a cui non vanno assolutamente toccati gli ideali». Cioè, come ha chiosato Giacomini, un’Italia che «invece di tagliare (articolo 18, welfare), pensi ad aggiungere perché il mondo è cambiato e bisogna tutelare la capacità delle persone di mettersi in gioco garantendo loro un paracadute sociale come il reddito minimo».

Tratto dal “Messaggero Veneto” del 21 settembre 2014

Author: Gabriele Giacomini

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